Entrata in Macron due anni fa, Silvia Borsari racconta il suo ingresso in azienda come “un gioco del destino”. In quel momento stava cercando nuove opportunità quando, quasi per caso, una conoscente le suggerì di inviare il curriculum: colpita dall’estetica e dall’energia che percepiva dall’esterno, si convinse a provarci.
Il processo di selezione è stato lungo, iniziato a settembre e concluso solo dopo diversi mesi. Nel frattempo Silvia aveva già accettato un altro impiego. Poi è arrivata la proposta di Macron e ha scelto di rimettersi in gioco.
“È stata una decisione coraggiosa, ma la rifarei altre cento volte.”
Un cambiamento radicale
Silvia proveniva da una realtà più piccola, dove gestiva in autonomia tutta l’area amministrativa. In Macron si è trovata improvvisamente in un open space con trenta persone dedicate a funzioni che, nella sua esperienza precedente, erano concentrate su un’unica figura: la sua.
“È stato un cambiamento drastico. Ma era quello che cercavo: volevo entrare in una realtà più grande, più strutturata, e capire se potesse fare per me.”
A distanza di due anni, la risposta è chiara: sì. Nonostante le dimensioni internazionali dell’azienda, Silvia racconta di aver sempre percepito un forte senso di casa, fatto di relazioni, confronto continuo e spirito di squadra.
Un ruolo costruito sulle potenzialità
Uno degli aspetti che più l’hanno colpita è stata l’attenzione alle sue competenze. Nel tempo ha visto costruire attorno a sé un ruolo sempre più definito, modellato sulle sue capacità e orientato alla valorizzazione del suo potenziale.
“Ognuno ha bisogno di sentirsi dire che sta facendo bene. Qui non mi sono solo sentita supportata, ma davvero spronata a migliorare. Mi è stato detto chiaramente: crediamo in te.”
Oggi Silvia, General Ledger Senior Specialist, gestisce i bilanci degli MSH, coordinando attività complesse. Il suo ruolo richiede visione d’insieme, controllo delle attività attive e passive, coordinamento degli operatori contabili e costante confronto con il controllo di gestione. Le responsabilità sono cresciute in modo significativo, così come la consapevolezza professionale.
Determinante, sottolinea, è stato il supporto dei responsabili, capaci di guidarla e stimolarla, offrendo fiducia e opportunità concrete di crescita.
Giovani, responsabilità e gioco di squadra
Ciò che rende speciale l’esperienza di Silvia è anche l’energia che si respira quotidianamente. Un ambiente giovane, dinamico, dove le idee sono ascoltate e ogni contributo è considerato un valore.
“Ti ritrovi in riunione, si prendono decisioni importanti e ti guardi intorno: siamo tutti giovani. Ti senti parte attiva, ti senti importante.”
Il concetto di gioco di squadra, in Macron, non è solo uno slogan: è una pratica quotidiana. Le idee sono ben accette, il confronto è incoraggiato e la crescita è vissuta come un percorso condiviso.
Una scelta che guarda al futuro
Ripensando a quel curriculum inviato quasi per caso, Silvia sorride. In due anni ha visto crescere le proprie responsabilità, ha scoperto nuove attitudini e ha trovato un ambiente capace di valorizzarla pienamente.
“Se tornassi indietro, rifarei la stessa scelta. Qui ho trovato fiducia, opportunità e la possibilità di costruire il mio percorso, passo dopo passo.”
Una testimonianza che racconta non solo una crescita professionale, ma un’esperienza fatta di persone, coraggio e visione condivisa.
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